fbpx

L’occhio secco colpisce chi lavora in Sala Operatoria

L’occhio secco colpisce chi lavora in Sala Operatoria

Lo studio rivela che le sale operatorie sono un terreno fertile per gli occhi secchi

L’occhio secco colpisce circa il 10-20% della popolazione e la maggior parte di coloro che hanno la malattia ha più di 50 anni.

Ma se lavori in un ambiente “pulito”, come una sala operatoria, sei ancora più a rischio – fino al 56% secondo una nuova ricerca che valuta la prevalenza dell’occhio secco nei residenti chirurgici con un’età media di soli 27,8 anni.

I medici sanno da tempo che le attività che riducono il battito cardiaco possono aumentare la prevalenza della sindrome dell’occhio secco. Ad esempio, le lunghe ore trascorse al computer sono un fattore di rischio ben definito per l’occhio secco.

Ma l’uso del dispositivo digitale non è l’unica attività che riduce la velocità di intermittenza, portando all’occhio secco. Uno studio condotto presso il Western National Medical Center ha rilevato che coloro che devono affrontare un’operazione chirurgica sono esposti a fattori di rischio, tra cui una diminuzione della frequenza di battito cardiaco, che causa danni alla superficie dell’occhio.

Il pericolo non è solo dei pazienti, ma anche di chi lavora tutti i giorni all’interno di ambienti ospedalieri e soprattutto sale operatorie. Come spiegato dallo studio, le sale operatorie sono ambienti di ventilazione chiusi in cui i medici e gli altri membri del team svolgono attività che richiedono un’intensa concentrazione e fissazione sui dettagli, come l’utilizzo di un microscopio. Questo sforzo provoca oltre che affaticamento, il rossore e la secchezza dell’occhio.

Il Dry Eye Dual Sistem è la nostra soluzione per la sindrome dell’occhio secco. Una tecnologia innovativa che unisce l’efficacia della luce pulsata ai benefici della radiofrequenza.

2019-01-23T12:31:52+00:00