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L ‘infiammazione delle cellule un male silente

L ‘infiammazione delle cellule un male silente

L’infiammazione silente è un processo infiammatorio che può cominciare senza che ce ne rendiamo conto e avere importanti ripercussioni su diversi organi del corpo.

Tipici campanelli d’allarme sono costituiti dalla presenza di malattie parodontali, sovrappeso, glicemia, ipertensione arteriosa e colesterolo: l’igiene orale, una corretta alimentazione e la pratica di attività fisica aiutano a evitarla. Per accorgersi di soffrirne e predisporre terapie è necessario che il proprio medico adotti una visione complessiva e integrata, che consideri patologie e stile di vita del paziente.

Che cosa è la “silent inflammation”?

È un’infiammazione cellulare: a differenza di quella classica, si trova al di sotto della soglia di percezione del dolore e non manifesta disturbi, calore, arrossamento o rigonfiamento. Tuttavia, comporta rischi per la salute in quanto rappresenta la causa scatenante di molte malattie croniche poiché interrompe la rete di segnali ormonali del corpo

Quali conseguenze può avere?

L’infiammazione silente è il minimo comune denominatore di molte gravi malattie, sistemiche e non, caratteristiche dei Paesi industrializzati: sovrappeso/obesità, alterata regolazione del glucosio, ipertensione arteriosa e alterazioni dei grassi circolanti nel sangue in grado di favorire l’inizio dell’aterosclerosi, una malattia vascolare cronica e progressiva.

Cosa può favorire l’infiammazione silente?

Innanzitutto, un’alimentazione non sana e corretta. Sotto la lente c’è il cibo spazzatura, i piatti elaborati e antigenici, ma anche le bevande zuccherate che hanno sostituito l’acqua, l’eccessivo consumo di acidi grassi saturi, come i trigliceridi di origine animale/vegetale (carne, grasso del latte, burro, strutto, olio di cocco) e acidi grassi prodotti industrialmente come le margarine. Contestualmente, uno scarso consumo di pesce, fibre, frutta e verdura, oppure la carenza di vitamina D, K e magnesio. A questi squilibri nella dieta si lega una composizione anomala della flora batterica del cavo orale, soprattutto delle gengive e dell’intestino.

Il nostro stile di vita può favorire lo sviluppo dell’infiammazione silente. Ad esempio, sono fattori scatenanti anche una ridotta attività fisica, le tante ore trascorse davanti al televisore, ai videogiochi o al computer, sonno insufficiente, stress continuo, consumo cronico di alcool, sigarette, le malattie parodontali, l’età e l’inquinamento ambientale. Inoltre, la situazione viene aggravata da infezioni/infiammazioni acute non risolte, risolte solo parzialmente o troppo velocemente.

Ma ci sono anche altri parametri da tenere sotto controllo?

L’omocisteina (valori normali 5-12 μm/l), un aminoacido contenente zolfo in grado da solo di aumentare l’incidenza di malattie cardiovascolari, morbo di Alzheimer, osteoporosi e diabete mellito tipo 2. Un altro indicatore da monitorare per verificare l’infiammazione silente è l’emoglobina glicata (Hbg, che deve essere inferiore a 6,5mg/l), utilizzata come marker rilevatore della glicemia media degli ultimi 3-4 mesi e indice di valutazione del rischio di sviluppare complicanze diabetiche.

Oppure, la vitamina D, il cui valore se inferiore ai parametri fisiologici (30-150 ng/ml) determina non solo una riduzione della massa ossea, affezioni e perdita di massa muscolare e deficit della regolazione del sistema immunitario, ma è coinvolta anche nella regolazione della pressione arteriosa e nella progressione dell’aterosclerosi.

La carenza di vitamina D si associa a una maggior frequenza di infarto miocardico e di ischemia cerebrale, ad aumentato rischio di tumore della mammella, colon, prostata, ovaio, linfomi e diabete mellito tipo 2.

Infine, altro marcatore è la colesterolemia: attualmente, più che il valore assoluto di Colesterolo, viene valutato il rapporto tra la frazione LDL e HDL, indice di possibile rischio cardiovascolare.

Per concludere, come è possibile intervenire?

In odontoiatria l’uso di terapie specifiche come le Citokine SKA consente di interrompere il cronicizzarsi della patologia, come l’intossicazione da metalli pesanti, l’infiammazione parodontale, le infezioni croniche come i granulomi.

Siamo dunque in presenza di una rete di interazioni complesse, regolata unicamente da meccanismi di stimolazione infinitesimale, ma sufficiente per sensibilizzare o occupare qualche unità di recettori cellulari o plasmatici. Questa soglia consente di innescare reazioni a catena che agiscono in senso regolatorio sul network immunologico.

A livello preventivo, oltre ad adottare uno stile di vita sano e un’alimentazione corretta, è utile ridurre le fonti di rischio.

2018-01-03T11:49:50+00:00