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Una nuova macchina a luce pulsata per la cura dell’occhio secco

Una nuova macchina a luce pulsata per la cura dell’occhio secco

L’occhio secco è tra le condizioni patologiche più frequenti in oftalmologia. Alle varie metodiche terapeutiche per la cura dell’occhio secco, si è aggiunta recentemente una procedura basata sull’utilizzo della luce pulsata, una tecnologia già nota e utilizzata in ambiti differenti da quello oftalmologico come, ad esempio, quello dermatologico.
Ma cerchiamo di definire, innanzitutto, questa sindrome legata all’alterazione del film lacrimale. «Il problema definito “occhio secco” è legato alla disfunzione delle ghiandole di Meibomio (MGD, Meibomian gland dysfunction), che non permette alla lacrima di svolgere il proprio ruolo protettivo nei confronti dell’occhio, con conseguente bruciore», spiega il dottor Carlo Orione, Consigliere Nazionale dell’AIMO, che un anno e mezzo fa, per primo in
Italia, ha iniziato a utilizzare la luce pulsata, nei suoi Centri Oculistici a Nizza Monferrato (AT) e a Genova, per curare la sindrome dell’occhio secco. «Va ricordato che la produzione lacrimale è quella che
impedisce all’occhio di seccare e quindi di opacizzarsi e dar luogo a fastidi di vario genere.

La MGD è a sua volta causata da una catena di altre disfunzioni, tra cui la Blefarite, che finora è stata considerata una malattia cronica, per la quale non c’era una cura, ma soltanto dei rimedi a base di cortisone e
antibiotici». Ma come nasce l’idea di utilizzare la luce pulsata per curare questa patologia? «Un po’ di
anni fa, negli Stati Uniti, il dottor Rolando Toyos di Memphis utilizzava la luce pulsata per il ringiovanimento del viso», racconta il dottor Carlo Orione, Presidente dell’International Society of High-Tech in Ophthalmology. «Aveva notato, però, che usando questa tecnica su pazienti che avevano la Blefarite, questi mostravano dei netti miglioramenti.  Allora ha iniziato a studiare approfonditamente le cause che procurano la Blefarite e l’occhio secco: la causa principale è rappresentata da piccoli vasellini che si formano sia in profondità che sul bordo della palpebra,
e che producono una sostanza che infiamma le ghiandole di Meibomio e, conseguentemente, si infettano. La luce pulsata va a chiudere questi vasellini, oltre a stimolare anche a livello nervoso la ghiandola lacrimale, per cui la blefarite e l’occhio secco migliorano». Il dottor Carlo Orione ha recentemente collaborato allo sviluppo di una nuova
macchina a luce pulsata per la cura dell’occhio secco, che proprio per questo porta il suo nome, che ha presentato in aprile a Torino e poi al recente congresso panamericano di Cancun. «Questa nuova macchina si chiama “Orione Ophthalmic Light Eye” – distribuita da EB Medical –, e presenta caratteristiche del tutto innovative rispetto alle altre macchine finora sul mercato», conferma il dottor Orione membro dell’I.D.E.A. (International Dry Eye Academy). «Innanzitutto, ha la possibilità di arrivare a 50 joule/cm2 potendo incrementare la velocitá dell’impulso da 1 a 15 ms, risultando, quindi, molto più performante. Questo é possibile grazie ai ben tre diversi sistemi di raffreddamento – ad aria, ad acqua e a cooling gel – che ci permettono di lavorare a potenze molto più elevate. L’altra importante novità è la presenza di due manipoli di diverse dimensioni: il più grande per il corpo, il viso, quindi per il ringiovanimento cutaneo in senso ampio; il più piccolo, invece, si adatta meglio a essere utilizzato
intorno all’occhio, proprio per la sua dimensione idotta. Altra caratteristica importantissima di questo strumento innovativo è la possibilità di lavorare con diversi filtri, per decidere a che profondità agire nel tessuto, assieme a quella di scegliere se utilizzarlo come sola luce pulsata o in combinazione con la Radiofrequenza.

Questa sua singolare e innovativa versatilità, assieme alla maggiore potenza, ci permette di agire sulle ghiandole di Meibomio in maniera molto più efficace».

Fonte  “articolo della rivista Gossip Salute del dott. Carlo Orione

2019-01-23T12:39:52+00:00